Andrea Malpighi racconta “Inferno – La Serie”, da oggi sul canale Series di Cubik TV

La redazione di CubikTv ha incontrato Andrea Malpighi, autore e regista insieme al fratello Alessandro di “Inferno – La Serie”, disponibile da oggi sul canale Series e composta da 5 episodi.

Ne è scaturita una chiacchierata interessante, ricca di aneddoti e particolari.

La web serie è liberamente ispirata alla Divina Commedia ed è ambientata a Caorle, piccola località nella provincia di Venezia.

Scopriamo insieme la determinazione, il coraggio e la volontà di portare a termine un lavoro durato due anni, con pochi mezzi a disposizione e tanta fantasia!

  1.  Ciao Andrea, tu sei autore e regista insieme ad Alessandro di “Inferno”, per prima cosa vorrei chiederti perché hai scelto la Divina Commedia per ispirarti alla tua storia.

Ciao! In realtà è stato mio fratello Alessandro ad avere l’idea di usare la Divina Commedia come punto di partenza. Inizialmente sono stato ispirato dall’episodio pilota di Costantine, una serie tv andata in onda sulla NBC. Sono stato attratto dal genere fantasy/horror/thriller e l’idea di girare qualcosa con una tematica simile in alcune location di Caorle mi ha molto ispirato. Così ne ho parlato con mio fratello e da lì è nata l’idea della Divina Commedia, anche se abbiamo scartato a priori una trasposizione dell’opera in quanto troppo vasta e complessa da rendere sullo schermo (specialmente per una produzione indipendente e a basso budget come la nostra). Quindi, dopo averci ragionato un po’ su, abbiamo pensato di usare la Divina Commedia come punto di partenza per una nuova storia.

2.  Ci hai raccontato che dietro la tua produzione c’è un lavoro durato circa due anni ed immagino che la parte più difficile sia stata la stesura della storia e dei dialoghi. Puoi raccontarci come avete iniziato e come vi siete organizzati?

La sceneggiatura è stata scritta a due mani da mio fratello e da me, quindi per prima cosa abbiamo definito, dopo il soggetto principale, il soggetto di ogni singolo episodio ed abbiamo delineato il filo conduttore fra tutte le scene, dividendoci poi il lavoro. Una volta fatto mi sono occupato di uniformare tutti i dialoghi in maniera tale che i personaggi fossero coerenti nel loro modo di parlare e di comportarsi, cercando di rendere il tutto più fluido possibile. In seguito abbiamo revisionato il tutto, anche se durante le riprese abbiamo fatto ulteriori modifiche a battute che in video non funzionavano poi cosi bene come sulla carta. Una volta pronta la sceneggiatura, abbiamo iniziato a realizzare un piano di produzione abbastanza complesso, in cui abbiamo incastrato impegni di attori, troupe, disponibilità location, assieme ai nostri assistenti di produzione che si sono occupati della ricerca location, dei permessi, delle comparse, degli oggetti di scena . Una volta pronto il calendario riprese definitivo, il 2 novembre 2014 abbiamo iniziato le riprese vere e proprie, utilizzando una sola fotocamera anche per scene complesse come quella dell’esorcismo che ha richiesto una giornata intera di lavoro. La fotocamera in questione è la Canon 600D, pagata circa 450 euro e spremuta fino al midollo per questa serie.

3.  I personaggi principali dell’opera sono volti noti del panorama indie italiano, come sei arrivato a loro e come hai selezionato i ruoli?

Il protagonista Roberto D’Antona l’ho conosciuto a Los Angeles durante il LAWBFEST, nel quale eravamo entrambi fra i partecipanti, lui con la serie Johnny, ed io con P.S.M. Confidential. È nata subito una grande amicizia e prima di salutarci avevamo già iniziato a parlare di un eventuale collaborazione. Ancora prima di iniziare a scrivere la sceneggiatura sapevo già che sarebbe stato lui il protagonista e questo ha giocato molto a favore durante la creazione del suo personaggio. Virgilio invece me lo immaginavo un po’ sopra le righe, capelli lunghi, camicia, cravatta e con un lungo cappotto. Non è stato facile trovarlo ma alla fine fra i numerosi attori che hanno risposto all’appello dei nostri casting on-line, è emerso Ivan King, il perfetto Virgilio. Il nostro Lucifero, impersonato da Andrea Pergolesi, lo avevo già conosciuto sul set di un altro film indipendente qualche anno fa e l’ho contattato per proporgli la parte. Al cast si sono aggiunti in seguito Rita Rusciano (Giulia), Michael Segal (Vaiolo), Annamaria Lorusso (Beatrice) e molti altri attori provenienti dal teatro o alle loro prime esperienze. In ogni caso, specialmente per i ruoli principali e secondari di un certo rilievo, abbiamo cercato di trovare attori che entrassero facilmente nella parte del personaggio in questione e niente è stato lasciato al caso.

4.  Parliamo delle riprese. La difficoltà che hai riscontrato maggiormente?

Uno dei problemi più grandi durante le riprese è stato sicuramente il meteo e la durata della luce diurna, avendo molte scene in esterna. Più di una volta abbiamo dovuto adattare la scena al clima giornaliero e girare in novembre è stato un bel rischio per via delle numerose piogge: è capitato di girare parti di una scena con la pioggia, un’altra parte della stessa scena senza o con un clima totalmente diverso, che poteva variare da nuvoloso a soleggiato (come succede nell’episodio 4 nella sequenza in auto o nell’episodio 3 durante lo scontro fra Dante e Vaiolo). In un paio di scene invece la sequenza è stata girata al contrario: è capitato di girare la parte finale per prima e nel pomeriggio la parte iniziale, com’è successo per la scena di Caronte. Questo per ottimizzare i tempi, specialmente quando avevamo diverse comparse in scene complesse da girare. In alcuni casi invece ci sono saltate le location il giorno stesso delle riprese, creandoci non pochi problemi in termini di tempistiche ed economici. Durante la prima settimana di riprese dovevamo girare la scena finale che prevedeva i quattro attori principali (Roberto D’Antona, Ivan King, Andrea Pergolesi e Rita Rusciano), ma quella mattina ci siamo presentati nella location, con cui avevamo preso accordi con i proprietari e ci è stato negato l’accesso, causando un bel po’ di problemi con la tabella di marcia e il budget. Così abbiamo dovuto richiamare tutti gli attori un mese dopo e trovare una location alternativa (che si è rivelata migliore della prima) ed alla fine tutto è andato per il verso giusto.

5.   La scena di Caronte è stata girata nella laguna di Caorle, poi abbiamo alcune scene girate a Venezia e nel Cansiglio, perché hai scelto queste location e quali difficoltà hai incontrato?

Abbiamo cercato di sfruttare il più possibile i luoghi di Caorle che meglio si potessero adattare alla storia ed infatti il 90% delle scene sono girate qui. Il Cansiglio è stato scelto per i suoi magnifici scorci che richiamano luoghi magici degni di un fantasy di tutto rispetto. Venezia era già inserita nella sceneggiatura, anche se non è stato semplice muoverci con la troupe ridotta al minimo e trovare le location più tranquille ed isolate per girare secondo le nostre necessità. Qui abbiamo ricevuto un grosso aiuto dal nostro amico Francesco, profondo conoscitore della città e dei suoi luoghi, con il quale abbiamo girato una giornata intera e trovato le location più adatte. La scena di Caronte invece non poteva non essere girata a ridosso della Laguna di Caorle. Nel periodo di lavorazione già inoltrato, eravamo ancora alla ricerca di una location di interni, in cui fossero state presenti tre porte allineate, raffiguranti il paradiso, purgatorio e l’inferno. L’idea iniziale era ambientare questa scena in una libreria o in un negozio di antiquariato, ma non siamo riusciti a trovare nulla di adatto, quindi in extremis abbiamo cambiato totalmente location, ambientandola in un prato, non proprio vicino casa, nel quale abbiamo portato le tre porte create ad hoc per la scena.

6.  Ci hai raccontato che “Inferno” è un prodotto a basso costo, vuoi raccontarci qualche curiosità a riguardo?

Diciamo che spesso e volentieri abbiamo dovuto arrangiarci con quello che trovavamo o riutilizzare un oggetto di scena più volte per risparmiare. Il primo esempio che mi viene in mente è che per un’inquadratura di 3 secondi il nostro scenografo Fabio ha realizzato 50 pergamene invecchiate arrotolate e sigillate con la cera lacca. Le stesse pergamene sono state riutilizzate in un altro paio di occasioni per “riempire” la scena.

7.  Risalta in alcune scene il trucco dei personaggi, in particolare il volto di Lucifero nell’ultima puntata. Ci dici qualcosa delle Make Up Artists e quanto impiegavano per il trucco di scena?

Il trucco di alcuni personaggi era già stato studiato mesi prima, in particolare quello di Lucifero, che è stato indemoniato gradualmente sempre più con l’avanzare della storia. È stato il valore aggiunto alla serie grazie alle nostre truccatrici Linda Montino e Marzia Dei Rossi, entrambe allieve del premio Oscar Manlio Rocchetti. Generalmente il trucco poteva impiegare da pochi minuti a ore intere, come nel caso di Lucifero e Virgilio nella puntata finale, per la quale sono state necessarie circa due ore di trucco. La cosa interessante è che per creare quei trucchi uno degli ingredienti principali è stata della normalissima carta assorbente.

 

 

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