Cubik TV intervista i Metropol Parasol per il lancio del loro primo album “Farabola”

Farabola è il disco d’esordio dei Metropol Parasol, in uscita 25 settembre.
Cubik TV ha già avuto il piacere di ospitarne il primo estratto (I.N.N.O.) e ora, alla vigilia di questo avvenimento, ha voluto incontrare questo collettivo di musicisti viareggini per farsi raccontare il lavoro, il progetto, la proposta musicale e le loro aspettative.
Ecco il dialogo che è scaturito dall’incontro con Francesco Bocconi (basso elettrico), Federico Giannini (batteria) e Francesco Tamagnini (voce):

 

Buongiorno ragazzi. Innanzitutto complimenti per il primo video. Siamo con voi in fremente attesa della data di uscita dell’intero lavoro. Come state vivendo, con che sensazioni e soprattutto quali aspettative, questi momenti?

Ciao a tutti gli amici di Cubik TV! Sono mesi che stiamo contando i giorni che mancano all’uscita del disco, in tutta sincerità stiamo per esplodere. Poco più tardi usciranno anche le date dal vivo, cosa che forse aspettiamo ancora con più trepidazione!
La speranza, per un album d’esordio, è che arrivi alle orecchie di più persone possibili. Orecchie che poi speriamo di vedere anche sotto il palco…

 

È naturale pensare che una band, nell’incidere l’album d’esordio, abbia trascorso mesi o addirittura anni a comporre, a lavorare sui pezzi, a limarli e perfezionarli. Voi che siete una band nata da poco più di un anno, con ogni probabilità tutto questo tempo non l’avete avuto… Ci raccontate com’è nato e cresciuto “Farabola”?

Farabola è nato dalla tempesta (cit.), in pochissimi mesi è stato pensato, scritto, cancellato, riscritto, corretto e registrato. Il 2016 è stato un anno frenetico, il gruppo è passato da essere un duo ad essere un trio, abbiamo cercato di costruire da zero il nostro “sound”, abbiamo cercato anche un certo tipo di linguaggio con i testi. Fortunatamente e sorprendentemente tutto è filato liscio nella sua caoticità. Farabola è decisamente nato dalla tempesta.

 

Ci definite il risultato finale? Quali sono i tre aggettivi che meglio lo caratterizzano?

Caotico, sincero, ingenuo. Il caos l’abbiamo appena raccontato, la sincerità invece viene fuori da quello che scriviamo, Farabola parla di noi e di quello che ci sta intorno. Tutto sommato però è anche un disco positivamente ingenuo, un disco non infiocchettato, che non ha lo scopo di piacerti per forza.

 

Considerazioni sul suono della band. Un’attitudine sicuramente rock in una line up certamente non standard: voce, basso e batteria. La mancanza della chitarra quanto è scelta stilistica, voglia di caratterizzare le sonorità e quanto magari contingenza momentanea? Avete un’idea a medio termine di dove condurre la vostra ricerca musicale?

La mancanza della chitarra è esattamente tutte e tre le cose che hai detto. Io (Francesco B) e Federico suoniamo insieme da tanti anni, e già una volta con una precedente band ci eravamo trovati per un periodo senza chitarrista. Già a quel tempo era balenata l’idea di poter “fare senza”, salvo poi essere accantonata. Nel corso degli anni poi, band come Royal Blood o Death From Above 1979 hanno dimostrato che è a tutti gli effetti una via percorribile, ed ecco che ci siamo ritrovati a parlarne. Siamo partiti da quel sound, per poi farlo nostro, adattandolo alle nostre esigenze. Nel disco abbiamo anche pezzi più elettronici, ci piace abbassare i bpm ogni tanto. Nel medio termine cercheremo di far avvicinare sempre di più questi due mondi.

 

Quello realizzato per I.N.N.O. esce dai classici schemi del videoclip per diventare una sorta di vero e proprio cortometraggio, un mockumentary di genere fantascientifico per esser più precisi. Quanto per voi è importante (e quanto contate che sarà da qui a poi) la componente video?

Abbiamo la fortuna di avere tra gli amici due videomaker (Mind Box Video), che ci hanno aiutato nella realizzazione di questo e del prossimo videoclip. La componente video ci diverte, cerchiamo di evitare il classico videoclip con la band in playback, ma in realtà l’aspetto che più ci sta a cuore è il live, è lì cerchiamo di dare tutto quello che abbiamo.

 

Raccontare di ufologia potrebbe presupporre una vostra passione per il tema. È così? Siamo poi curiosi di sapere qualcosa di più sulla figura di Orlando Procopio, il singolare personaggio (ufologo) protagonista della storia.

La vita extraterrestre, lo si voglia o no, è un argomento che prima o poi a tutti capita di affrontare. Noi non siamo particolarmente ufologi a dir la verità, ma la sparizione di Orlando sicuramente ci ha fatto porre delle domande. Noi alziamo gli occhi al cielo ogni sera, controlliamo se dalla sua astronave (o qualunque luogo in cui si trovi) ci stia mandando qualche messaggio…

 

Un saluto e un ringraziamento ai Metropol Parasol da parte della Redazione di Cubik TV.

Grazie a voi! è stato un piacere!

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