Cubik TV su Repubblica/Affari & Finanza

AI BLOCCHI DI PARTENZA LA NUOVA EMITTENTE VIA INTERNET, CHE PUNTA SU CONTENUTI DI QUALITÀ MA HA UN’ASPIRAZIONE IN PIÙ: DIVENTARE LA VERSIONE TELEVISIVA DEI SOCIAL NETWORK CON INIZIATIVE DI PARTECIPAZIONE, BLOG E SUGGERIMENTI DEL PUBBLICO SULLA STRUTTURA STESSA DEI PALINSESTI

Portogruaro (Venezia) S i chiama Cubik tv, si vede solo se si è connessi a Internet, è gratuita e, dopo un test globale che ha fidelizzato in pochi mesi 5 milioni di utenti, a settembre sarà ufficialmente lanciata in Italia. I fondatori sono tre veneziani di Portogruaro, oggi soci della Cubik Group Srl che controlla Cubik tv. Si chiamano Alberto Baldanello, amministratore delegato della società, Lorenzo Baldanello, fratello e responsabile dell’Ufficio legale e Francesco Zaccheo, chief executive officer. Cubik occupa oltre 40 persone, tra dipendenti e collaboratori, nelle tre sedi di Portogruaro, Roma e Milano. Il business plan stima almeno 30 milioni di ricavi nel 2017: «Puntiamo allo sbarco in Borsa nel 2020», anticipano i fondatori. La holding ha appena aperto il capitale a un pool di investitori, tutti imprenditori locali, che hanno rilevato, riuniti nella società Blonay, il 10% delle quote. Ora però servono altri capitali e competenze manageriali. «Siamo in trattativa con diversi operatori del settore per fare entrare un nuovo socio di minoranza nell’equity e fare il salto di qualità», spiega l’ad Baldanello. Il futuro è già oltre confine: entro fine anno Cubik aprirà a Miami e sta cercando la giusta location in Oriente, per conquistare il pubblico della social- tv cinese. Tutto è iniziato un paio d’anni fa. L’occasione arriva da una sfortunata vicenda imprenditoriale, conclusa con un fallimento, che lascia in eredità

uno stock di pellicole importanti e di diritti vari. Baldanello e Zaccheo acquistano il pacchetto e si ritrovano a portafoglio tutta la filmografia di Fellini e alcuni famosi classici del calibro del Cacciatore con Robert De Niro. Da qui, l’idea di creare un network televisivo diverso. «Una tv solo su Internet e gratuita per l’utente che si registra al sito», precisa Baldanello. I film di Fellini si rivelano il migliore biglietto da visita, specie in America. Cubik Tv parte da qui, ma il canale cinema va oltre le previsioni e, così, i tre veneziani decidono di ampliare l’offerta «andando a intercettare gusti e interessi in un’unica piattaforma web, con contenuti di qualità e diversi canali tematici», raccontano. Oggi l’utente accede alla tv ancora in fase beta. Cubik ha appena creato un blog a supporto della piattaforma, per affiancare diversi contenuti ai video e dialogare con gli utenti. A fine settembre è previsto il lancio con l’apertura di 16 canali. A luglio 2016 risultano registrati al sito già 5 milioni di utenti: il 60% sono cittadini italiani, il 40% hanno residenza nel resto del mondo, soprattutto Usa, Germania, Francia, Uk. «Siamo una social tv non solo perché Cubik è gratuita ma perché vogliamo coinvolgere tutti nell’interazione e nella creazione di contenuti», spiega Matteo Gobesso, responsabile delle relazioni esterne. «Stiamo lanciando diversi format a marchio “Into the”, una specie di social web talent show perché gli utenti ci mandino contenuti da selezionare. Oggi è già attivo “Into the lab” per il genere horror. Dario Argento e Sergio Stivaletti saranno i nostri coach per selezionare i migliori filmati emergenti per crearne una serie. Valorizzeremo i migliori talenti italiani ed esteri». Online ci sono già 20 serie americane in lingua originale e sottotitolate grazie all’accordo firmato con world wide web series, il blog specializzato nel fenomeno, punto di riferimento sul mercato italiano per chi realizza o vuole realizzare webserie, e più di 900 titoli di film a cui si aggiungeranno le novità in acquisizione o co-prodotte che, grazie all’accordo con Cecchi Gori Group potranno avere anche una distribuzione off line, quindi home video o cinema. Su Cubik ci saranno anche canali specializzati sull’arte, con i documentari del Fai e una partnership con l’Accademia delle Belle Arti di Venezia, e news grazie alla collaborazione con Agi per tg e approfondimenti. Ci sono anche un canale Charity in partnership con la Fondazione Francesca Rava, uno Kids con i cartoni dell’indiana Toonz Media Group, poi sport, medicina-salute, e cibo grazie agli accordi con Lorenzo Vinci, Chef in camicia e Tesori de Marca. «Con i soli contenuti il nostro obiettivo è arrivare a 8 milioni di utenti a fine 2016», spiega l’ad. Cubik tv viaggia su tutti i device: telefono, ipad e computer. Per le Tv, se l’utente ha già una smart tv predisposta per l’interfaccia mobile, il consumatore può il suo telefono come un telecomando. Viceversa può acquistare una chiavetta auto-istallante proprio da Cubik (a settembre saranno vendute dalla grande distribuzione) per il collegamento web. «Con il lancio ufficiale – aggiunge Gobesso – usciranno anche le App compatibili per Ios e Android; le televisioni di nuova generazioni Samsung avranno già l’App installata. Ci si potrà collegare anche con le console dei videogiochi». L’investimento in tecnologia e diritti è stato fatto dai fondatori con risorse proprie, senza ricorso al debito. Ma come si guadagna con una web tv gratuita? «Con la pubblicità, operazioni commerciali, sponsorship o product placement e una serie di attività collaterali come le chiavette», spiega Gobesso. «Ma il valore è il singolo utente registrato che viene valorizzato. Perché quando qualcuno inserisce le informazioni nel form, viene catalogato: noi sappiamo in tempo reale cosa consuma, cosa gli piace, è questo il valore capitale delle aziende come la nostra». Nella foto il team di Cubik tv. Al centro, in giacca e cravatta, l’amministratore delegato Alberto Baldanello.

Eleonora Vallin

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