I Goodbyevisa su Cubik TV: un’intervista esclusiva all’alternative rock band veneta per il lancio in anteprima del videoclip di “Miss Flower”

Cubik TV ha il piacere di presentare in anteprima esclusiva il nuovo video dei GoodbyeVisa dal titolo “Miss Flower”.

È un pezzo indie rock molto fresco ed “estivo” accompagnato da un bel video animato curato da Beatrice Xompero.

La Redazione ha incontrato i membri del collettivo Andrea Molon (Mano Bonita – basso), Lodovico Cavaliere (Ringo – chitarra), Cesare Centomo (Cece – batteria) e Andrea Sella (chitarra e voce – Andy). Ecco il dialogo che ne è scaturito:

 

Buongiorno ragazzi. Innanzitutto complimenti per il video, veramente molto carino. Il pezzo da quanto so ha una genesi lontana ed è stato proposto in più vesti. Ci piacerebbe che Andy, che ne è l’autore, raccontasse la sua storia.

Ci raccontate del testo? A chi è riferito?

E’ una canzone datata è vero! Ma è grazie a questa canzone che esistono i “Goodbyevisa”. Presentata in un concorso nel 2011 doveva finire nel dimenticatoio perchè la band non esisteva e perché non si pensava passasse le selezioni, invece, è stata scelta e una volta arrangiata con gli altri, ha vinto anche!

Non si può dire a chi sia riferita ma si può dire che parla di un amore forse impossibile, sfuggente ma anche aperto alla speranza, chi lo sa. Aspettiamo il video!

In un primo momento l’abbiamo registrata in versione acustica ma quasi per gioco, ora nel nostro album ha le fattezze originali, così come la si pensava in origine.

 

Com’è maturata l’idea del video animato? Questa cura per le immagini fa parte di una via che intenderete seguire anche in futuro?

Torniamo al concorso del 2011. Serviva un mini video clip di presentazione della band e il tempo era poco, così abbiamo pensato ad uno stop-motion molto lo-fi, ancora visibile tra i nostri video. Quel lavoro terminava con la classica frase “to be continued” solo che la continuazione e la parola “fine” non era ancora stata presa in considerazione, ecco allora l’idea di completare il tutto con un’opera unica e originale, fatta su misura.

L’immagine e lo stile sono due cose molto importanti per una band, da sempre, naturalmente uno scalino sotto alla validità delle canzoni e all’esecuzione live. La nostra filosofia riguardo ai video clip è “se l’idea c’è ed è buona si fa, senò ciao!”. Ci sono milioni di video clip tutti uguali e non fa per noi seguire quella strada, anche perché non siamo poi così belli e fotogenici, ehehehehehe…

 

Veniamo un po’ al vostro genere musicale. È un suono molto anni ’90 e si sente molto l’influenza di un certo alternative rock d’oltreoceano. Ci raccontate quali sono le vostre ispirazioni?

Sì, forse è un suono molto anni novanta e nelle poche recensioni che abbiamo ricevuto sembra quasi una cosa negativa. Ovviamente per noi non è così, anzi! Suoniamo ciò che ci piace che deriva molto da ciò che abbiamo ascoltato e che ascoltiamo ancora. L’album doveva suonare così, diretto, con pochi fronzoli, chitarra, basso e batteria, certo poteva venire meglio ma col tempo che avevamo e con i 4 soldi a disposizione è andata bene così.

Le influenze principali sono: Dream Syndicate, REM, Violent Femmes, Cracker, Wilco, Calexico. Di sicuro però non vogliamo imitare o scimmiottare nessuna di queste band, ci mancherebbe.

 

Su cosa state lavorando ora? Dove intendete portare il suono della band?

Stiamo lavorando a nuove canzoni e a nuovi suoni ma senza ansia o fretta, vedremo cosa ne uscirà e se saranno cose valide si penserà ad un nuovo album. I sogni sono semplici: suonare tanto, bene, senza smettere mai di imparare e possibilmente su qualche palco importante, ci speriamo sempre.

 

Sappiamo dell’origine del vostro nome: è riferito, a quanto abbiamo appreso, ad una vecchia auto (una Visa) compagna delle vostre scorribande per concerti ed eventi musicali. Avete aneddoti su queste avventure?

Era la macchina di Luca, nostro amico e grande cantautore con cui abbiamo avuto la fortuna di suonare io (andy) e Andrea (mano bonita) nei mitici Whysoda?

Mah l’aneddoto più gustoso forse riguarda il fatto che se la macchina valeva una lira (forse), l’impianto audio con tanto di sub aveva un valore inestimabile! Suonava da paura! Ricordo ancora quando ascoltai a palla “Loser” dei Grateful dead fatta dai Cracker, contenuta nell’album capolavoro “Kerosene hat”! Beh ho ancora la pelle d’oca, son cose che ti cambiano la vita.

 

 

 

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