Iniziano gli approfondimenti nel blog di Cubik TV: una buona nottata di sonno

Il sonno è uno stato della coscienza, anche se può sembrare il suo opposto. E’ articolato in 5 fasi: la prima è nota come sonno REM (Rapid Eye Movement), le altre quattro fasi del sonno sono note come sonno non-REM o NREM. Queste diverse fasi del sonno si alternano, durante la notte. Il sonno inizia con fasi NREM e consta di parecchi cicli, ciascuno contenente fasi NREM e REM. In una notte tipica di un giovane adulto, la persona passa dalla veglia al sonno profondo molto rapidamente. Le fasi più profonde si manifestano durante la prima parte della notte, mentre la maggior parte del sonno REM si ha nell’ultima parte con eventuali brevi risvegli verso il mattino. Il sonno NREM è caratterizzato da un cervello inattivo in un corpo molto rilassato, invece il sonno REM è caratterizzato da un cervello che sembra pienamente sveglio in un corpo praticamente paralizzato. I soggetti risvegliati durante il sonno REM quasi sempre riferiscono che stavano sognando; il risveglio in sonno NREM, invece, non si associa al rapporto di un sogno. Il modello dei cicli del sonno varia con l’età.
Perché siamo svegli in certi momenti e addormentati in altri? Perché il cervello possiede due processi opposti che governano la tendenza ad addormentarsi o restare svegli. Si tratta dell’impulso omeostatico al sonno e del processo di vigilanza dipendente dall’orologio. Il primo è un processo fisiologico finalizzato ad ottenere la quantità di sonno necessaria ad uno stabile livello di vigilanza diurna. Il secondo è il meccanismo cerebrale che ci sveglia ad una data ora ogni giorno. I due processi opposti interagiscono per produrre il nostro ciclo giornaliero di sonno e veglia.
Si parla di disturbo del sonno ogni volta che la difficoltà di dormire bene provoca un deterioramento del funzionamento o eccessiva sonnolenza, durante il giorno. Esiste un considerevole accordo tra ricercatori e clinici su come evitare problemi di sonno. Ecco sintetizzate alcune raccomandazioni per una buona nottata di sonno: abitudini di sonno regolari con orari stabiliti, anche per il risveglio. Evitare l’assunzione di bevande alcoliche prima di andare a dormire perché agevolano l’addormentamento ma turbano il ciclo del sonno, e di bevande contenenti caffeina che funziona da stimolante. Non consumare pasti pesanti perché si costringe il sistema digestivo a diverse ore di lavoro. Un ciclo regolare di esercizi ginnici aiuta a dormire meglio, ma bisogna evitare sforzi eccessivi subito prima di dormire. È necessaria estrema cautela nell’uso dei sonniferi, tutti i vari tipi di sonnifero tendono ad alterare il ciclo sonno-veglia. Meglio evitare pensieri stressanti prima di andare a letto e intraprendere attività piacevoli che favoriscano il rilassamento.
Quando non si riesce a dormire e ogni tentativo fallisce e siete a letto, l’importante è non alzarsi. Bisogna rimanere a letto e pensare a cose che favoriscano il rilassamento, mettersi a fare esercizi o i mestieri nel tentativo di stancarsi non è una buona idea!

Alessandra Lamanna
Dottoressa in Educazione Professionale

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