Serena Benetti, mente creativa di “Una famiglia imperfetta”, si racconta a Cubik TV

La redazione di Cubik TV ha avuto il piacere di intervistare Serena Benetti, mamma di due splendidi bambini e mente creativa di “Una famiglia imperfetta” e “Le avventure di Masha”, disponibili sul canale Kids.
L’artista ha risposto alle nostre domande raccontandosi con naturalezza e spontaneità. Scopriamo insieme come è nata l’idea, le motivazioni che l’hanno spinta a creare questa originale Web Series e le origini delle storie raccontate.

Un vero piacere incontrati, ci vuoi raccontare un po’ chi sei?

Mi chiamo Serena e sono una mamma e una casalinga di 36 anni.
Ho frequentato il Liceo Scientifico anche se le arti in generale mi hanno sempre attratto: musica, pittura, teatro, cinema…
Dopo il liceo ho fatto vari lavori (commessa, impiegata…) e poi ho trovato lavoro come impiegata commerciale in una ditta dove sono rimasta per 7 anni finché è nato il mio primo figlio Daniele (che ora ha 6 anni e mezzo). Infatti ho lasciato il lavoro perché non mi è stato concesso il part time e non me la sono sentita di rimanere tante ore con un bimbo di pochi mesi.
Nel frattempo è arrivata anche la mia secondogenita Annachiara che ora ha 5 anni e ho continuato a fare la casalinga e la mamma a tempo pieno.

Ci vuoi raccontare come è nata l’idea delle Web Series “Una famiglia imperfetta” e “ Le avventure di Masha”?

Un giorno stavo guardando qualche video su Youtube e sono capitata in un canale di tre fratelli americani che facevano una sorta di Web Series con le Barbie. L’idea mi è piaciuta molto e volevo farla vedere ai miei bambini ma purtroppo era in inglese e così ho cercato se c’era qualcosa di simile in italiano ma non ho trovato nessun riscontro; e così ho pensato tra me e me: “Serena, perché non la fai tu?” e da lì è nato “Barbie show”.
In realtà mi è sempre piaciuto inventare delle storie: quando ero piccola con le Barbie, poi da adolescente disegnando e scrivendo fumetti stile manga. Mi è poi sempre piaciuto il mondo del cinema e le serie TV, ho sempre seguito molti telefilm e il mio primo stipendio l’ho speso per comprami una videocamera. Facevo riprese video e montaggio per la famiglia e gli amici.
Ora con questo mio progetto ho la possibilità di mettere insieme tutte queste mie passioni per creare qualcosa di mio che emozioni e faccia riflettere.

Come ti sei organizzata con il materiale e gli “oggetti di scena”? Da dove è partita la sceneggiatura?

Molte Barbie e arredi li avevo da quando ero piccolina, altri li ho comprati (spesso usati nei mercatini) mentre alcune scenografie, abiti e arredi li ho costruiti da me con materiale di riciclo.
La storia è venuta un po’ da sé: avevo in mente una famiglia con nonni e nipoti e man mano aggiungevo i personaggi nello storyboard.

Da dove hanno origini le tue storie e gli argomenti trattati?

Cerco sempre di parlare di cose che conosco: la vita familiare, i suoi rapporti, le problematiche, i momenti felici e quelli più difficili; le fasi della crescita dei figli con le loro difficoltà e i cambiamenti. A volte affronto anche tematiche importanti, anche se cerco di farlo sempre in modo leggero e semplice dato che la fetta di pubblico che mi segue maggiormente sono bambini (con genitori e nonni) e ragazzi.
Ho voluto trattare anche temi forti come il bullismo e la moda dei selfie pericolosi perché ho voluto sfruttare la possibilità che ho di comunicare con i giovani per trasmettere un messaggio importante.

Quindi l’obiettivo della serie è anche didattico?

In realtà è questo lo scopo del mio canale e delle mie serie: riuscire a trasmettere emozioni (anche se a volte mi è difficile farlo dal momento che i miei protagonisti sono mono espressivi e in questo mi viene in aiuto la musica), far sorridere ma anche riflettere.

Quando hai iniziato ad avere un riscontro con il pubblico? Cosa ti stimola a continuare questo progetto?

Ci è voluto un po’ per aver riscontro, ma ora molte persone mi seguono, commentano i video e mi danno suggerimenti.
Bambini, ragazzi, giovani, mamme, papà, nonni: la serie è seguita da un vasto pubblico ma quando ricevo messaggi da ragazzi che mi dicono “oggi ho guardato l’episodio con la mia mamma e abbiamo sorriso insieme” o ” io e mia figlia seguiamo sempre i tuoi episodi”… beh è lì che sento di aver raggiunto il mio obiettivo: riunire la famiglia e regalare loro 5 minuti di serenità.

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Serena Benetti, mente creativa di “Una famiglia imperfetta”, si racconta a Cubik TV